Malamovida, un’ordinanza che non cambia nulla: i residenti rendono pubblica la situazione

Nonostante le ripetute segnalazioni dei residenti di via Cambini, via Roma, via Marradi e piazza Attias, e nonostante la chiara presa di posizione del Prefetto di Livorno, Dionisi, che ha richiamato l’attenzione su un problema di sicurezza pubblica, il Comune ha emanato una nuova ordinanza sulla gestione della movida notturna.

Un provvedimento che, nei fatti, non affronta le reali criticità segnalate da tempo dai cittadini e dalle stesse istituzioni. Il problema, infatti, non è stato rimosso né ridimensionato: una via centrale, stretta, circondata da palazzi alti e priva di controlli adeguati continua a essere utilizzata come luogo di aggregazione notturna incontrollata.

Le conseguenze sono ormai note e quotidiane: rumori fino a notte fonda, schiamazzi, sporcizia, soste selvagge e una costante violazione del diritto alla quiete e al riposo dei residenti. Fenomeni che, invece di ridursi, si stanno estendendo anche alle vie limitrofe, ampliando l’area del disagio nel centro cittadino.

L’ordinanza comunale, però, non incide sul punto cardine della questione. L’orario di chiusura delle attività è stato infatti mantenuto alle 1.30 di notte, una scelta che rende il provvedimento sostanzialmente inefficace. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nessun cambiamento rispetto al passato, stessi problemi e stesse criticità.

Un intervento che appare quindi come l’ennesimo tentativo di “cambiare per non cambiare”, intervenendo solo formalmente senza produrre effetti concreti sulla vivibilità urbana e sulla sicurezza.

Il Comitato Modì e la scelta di rendere pubblica la situazione

Di fronte a questa situazione, i residenti , che nei mesi scorsi avevano già annunciato la nascita del Comitato Modì, hanno deciso di compiere un ulteriore passo: rendere pubblica la situazione attraverso un comunicato stampa ufficiale, accompagnato da documentazione fotografica e video.

Il comunicato è stato trasmesso agli organi di stampa locali, regionali e nazionali, con l’obiettivo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica una criticità che non può più essere considerata un problema circoscritto o episodico.

Il Comitato Modì, comitato di cittadini in fase di costituzione, ha avviato interlocuzioni con tutte le istituzioni, gli organi e le amministrazioni competenti, non limitandosi al solo ambito comunale, affinché il fenomeno venga affrontato in modo coordinato e strutturale.

In questo contesto, nei prossimi giorni è previsto un incontro in Prefettura, che rappresenterà un primo momento di confronto istituzionale sulla situazione, a seguito dell’ordinanza recentemente emessa, e sulle possibili misure da adottare a tutela della sicurezza e della qualità della vita dei residenti.

Una richiesta chiara e non più rinviabile

La richiesta dei residenti resta chiara: misure reali, controlli efficaci e una gestione della movida compatibile con la vita dei cittadini.

Senza interventi strutturali e senza un reale coinvolgimento dei territori, le ordinanze rischiano di restare atti formali, privi di effetti concreti sulla realtà quotidiana.

Il Comitato Modì continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi istituzionali, rendendo pubblici i fatti e chiedendo risposte all’altezza di un problema che non può più essere ignorato.

Firmato: il nascente Comitato Modi

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